sabato 24 marzo 2018

Momenti importanti

Vola tesoro mio, vola lontano. Spiega le tue ali e lotta contro i venti che vorranno trascinarti a sé o buttarti giù. Nel momento esatto in cui hai varcato il punto di non ritorno, dentro me ho sentito rompersi qualcosa, un "crack" secco, come lo spezzarsi di un ramo. Ero io quel crack, la rottura completa di quel che ero fino a quell'istante e la consapevolezza che non potrò più esserlo. Finisce un ciclo, ne comincia uno nuovo tutto da inventare, tutto da scoprire, ed una forza nuova dentro finora sconosciuta, venuta fuori proprio grazie a te. Senza troppe parole, senza troppi discorsi, mi hai insegnato che si devono inseguire i sogni fidandosi di ciò che si è, con le proprie fragilità e le proprie paure, e che anzi le paure non sono che una opportunità per trovare il coraggio. E che nelle gabbie non ci dobbiamo stare anche se sono comode perché non è una vita vera se non si può vedere il cielo e il mare. Vola tesoro mio, e goditi l'aria fresca in viso e la visione di un orizzonte molto più lontano. Mancherà la tua presenza in tutti quei piccoli momenti del quotidiano, c'è un posto a tavola vuoto adesso, e una stanza chiusa da dove la musica non arriva più. Però che gioia vederti volare!! Vola leggera piccola mia, e fa che il mondo sia la tua casa.

domenica 18 marzo 2018

D'io o di quello che credo di essere

Sdraiato al calduccio sotto le coperte del letto, il portatile poggiato davanti al cuscino, i gatti che mi usano come loro giaciglio e fuori un freddo pungente e una pioggia gelida che il mio cuore romantico vorrebbe si tramutasse in neve. Questa notte non è tempo di proclami, di convincimenti o di letture, non è tempo di sognare il domani e neppure di costruire il futuro. Stanotte deve nevicare, non può essere altrimenti perché quando cade la neve il tempo si ferma, il buio si illumina, cala un silenzio assordante e negli animi umani nasce la poesia. e questa è notte di raccoglimento, di preghiera intesa non come richiesta verso l'esterno bensì come scoperta del Dio che è in noi. Si placa la voce della ragione, si anestetizza l'ego e si attende con la pace nel cuore che emerga un messaggio, un segno.Allora senti l'amore che sgorga da dentro e scorre su tutto il corpo come sangue nelle vene, permeando tutto il tuo essere e fondendosi con l'universo tutto intorno, a formare un'unica energia che collega tutti gli esseri umani, gli animali e la natura in un delicato equilibrio e una perfetta sintonia e per un attimo è tutto perfetto e, sì, hai incontrato il tuo Dio. E poi si crede, e si continua a farlo anche quando l'ego riprende il comando e la ragione ti dice che sono tutte cazzate e che gli esseri umani non sono tutti uguali e se ti mostri debole verrai annientato perché questo mondo è un posto crudele e la vita non è bella e non è facile. Cosa fare? Armarsi e barricarsi in attesa di un attacco che sicuramente arriverà oppure restare nudi ed indifesi pronti ad abbracciare e ad accogliere senza il timore di venire abbattuti? Eccolo qua il seme della guerra, il seme della pace. Nasce e germoglia prima ancora di incontrare anima viva e prende forma e si riproduce come un virus tra le persone, nelle persone, e si espande come un'epidemia, contagiando chiunque sul suo cammino. Dura mesi, anni, decenni, diventa fatti e poi diventa storia. Cosa scegli di essere , cosa decidi di donare ai tuoi figli e ai tuoi nipoti, cosa lasci a coloro che verranno dopo di te? Se cerchi un Dio che possa darti risposte, Colui è nell'angolino più nascosto della tua anima e custodisce i tuoi segreti più inconfessabili e tutti i tuoi desideri. Non esce mai allo scoperto se non nei momenti più critici e difficili della vita, quando l'ego ha finito i suoi trucchi e i suoi giochetti e non sa più a cosa aggrapparsi, a patto che il disperato si guardi dentro piuttosto che vomitare rabbia e odio all'esterno. Allora si manifesta, prende il sopravvento, acuisce i tuoi sensi così che le tue percezioni vengano amplificate, e ti ritrovi a piangere per un tramonto, a commuoverti per un abbraccio, a provare amore per ciò che è manifestazione della vita. Un attimo di luce nel momento più buio. Rieccolo di nuovo il tuo Dio, un istante soltanto a mostrarti la via, a tracciare il cammino. E poi di nuovo oscurità, e dubbi, e paure. Credici amico mio, credici sempre, anche quando il buio sarà così intenso da renderti cieco e il tuo ego si sentirà spacciato. Sarà come morire e poi rinascere. Sarà scoprire che oltre l'ego, l'uomo è fatto D'io.

giovedì 8 febbraio 2018

Gratitudine

Ma quanta bellezza c'è nel tornare a casa la sera, aprire la porta e vedersi correre incontro il tuo cane scodinzolante, felice come a te non capita da mesi, pronto ad accoglierti come se fosse l'unica cosa che conta? La sua anima è certamente più pura della tua, e di quella di tutti gli esseri umani perché contiene quel sentimento così poco conosciuto che è la gratitudine. Lui è grato a te perché gli doni la tua compagnia, e poco importa se lo consideri poco, se lo porti fuori per una passeggiata solo quando ne hai voglia, se lo lasci a giornate intere da solo in casa. Lui avrà sempre quel sentimento tutte le volte che tornerai a casa e sarà sempre sinceramente felice.
Colpito da questo pensiero ho provato a scavare dentro di me alla ricerca di quel sentimento così puro, nella speranza di trovarne anche solo un briciolo e per riuscire ho dovuto svestire tutte le mie protezioni e rimanere nudo e indifeso, come un guerriero medievale di ritorno da una battaglia. L'armatura che mi rende forte e sicuro, l'elmo che mi dà fascino e mistero, lo scudo che mi protegge dagli attacchi, poi la cotta di maglia per parare le frecciate inferte al cuore, i gambali per attutire i colpi bassi. Infine le mie armi per attaccare. E per riuscire a fare tutto ciò ho dovuto togliere la paura degli altri, dei loro giudizi, dei loro attacchi, considerandoli miei pari e cercando in loro il bello, la luce. Ho dismesso le loro armature ed ho visto gli uomini al loro interno, le loro sofferenze e le loro paure, e li ho sentiti vicini, più che vicini. Li ho sentiti dentro, come fossero parte di me, come fossi parte di loro. Ho sentito i battiti dei loro cuori ed il battito del mio suonare una sinfonia maestosa di una gigantesca orchestra che suona su questo splendido teatro fatto di luce, di terra, di acqua, di stelle e di pianeti, in uno spettacolo che dura dalla notte dei tempi. Eccola, la sento arrivare come un'onda che m pervade e mi riempie di gioa, di malinconia, di tristezza, di vita, di morte, d'amore. E' questa dunque la gratitudine? Che sensazione meravigliosa!!! Se anche io avessi la coda di certo scodinzolerei!!!

domenica 4 febbraio 2018

"Selfie interiore"

Vi siete mai sentiti tanto sensibili da ritrovarvi a piangere per qualsiasi atto d'amore, anche il più banale, che vi capita di ammirare? Ho la casa piena di animali e i gesti d'amore sono all'ordine del giorno. Quindi piango, e cerco di capire perché io mi ritrovi in questo stato senza un motivo preciso. Qualcosa di anomalo mi è accaduto ieri. In serata dei colleghi di lavoro si trovavano per una cena alla quale all'inizio ero stato invitato, ma poi per non so quale motivo sono stato escluso. Non pensavo mi avesse dato fastidio, ma quando ho visto le foto a tavola pubblicate su Instagram il fastidio si è manifestato con prepotenza, lasciandomi un irritante senso di malessere che mi ha accompagnato per tutta la giornata. Ho analizzato questa mia reazione, così come ho sempre fatto nella mia vita con tutto quello che mi succede, e mi sono chiesto quale possa essere il motivo per il quale hanno preferito che io non ci fossi. Ho trovato anche delle possibili spiegazioni plausibili che giustificassero il loro comportamento, ma a differenza di come ho sempre fatto nella mia vita, stavolta non ho accettato nessuna di quelle spiegazioni, pensando che non sono io il problema, bensì loro. Intendiamoci, non dovevano necessariamente farmi essere lì, non è quello il punto interessante. Ciò che mi ha stupito è l'essermi dato valore, non mi era mai venuto di farlo. In questo periodo lavoro molto su di me, sulle mie convinzioni, e da quando  ho cominciato ho scoperto tanti aspetti che non avevo mai considerato e che mi portano a vedere tutto ciò che è intorno a me con occhi diversi. La mia vita passata, con le delusioni ed i fallimenti provati aveva relegato in un angolo la mia capacità di sognare ed intaccato molto la mia autostima, e questo contribuiva a creare un ambiente tendente a trascinarmi sempre più in basso. Quando ti senti un fallito anche gli altri ti giudicano come tale, si sentono in dovere di esporti i loro giudizi e di dirti quanto tu sia sbagliato. Ho vissuto anni pensando di non essere giusto, di non essere adatto, di non essere capace, e non ho mai capito che le voci che mi giungevano dall'esterno non erano che l'eco della mia voce interiore. Ecco, questo è il lavoro che devo fare; indurre la mia voce interiore a rammentarmi quanto di bello io faccia, quanto unico io sia, e di conseguenza di quanto io sia prezioso. Devo farla smettere di guardare il passato e cominciare a farle immaginare il futuro, devo ricordarle tutti i sogni che sono capace di fare, devo convincerla che qualsiasi cosa io abbia immaginato di poter fare, sono capace di farla. Ognuno ha un posto preciso nell'universo, ed esiste per poter realizzare ciò che desidera. E' quello lo scopo della sua esistenza perché è l'unica cosa su cui può lavorare. Io non avevo mai trovato il mio posto, intento come ero ad ascoltare quello che gli altri dicevano o pensavano di me. Così sono cresciuto adattandomi ad ogni situazione considerandomi l'ultima delle priorità, e questo mi ha fatto imparare a distaccarmi dai sentimenti negativi, a imparare a trasformarli in sentimenti positivi perché era l'unico modo per non ferire gli altri, sempre più importanti di me. Ho compreso finalmente dove sta l'errore in tutto questo complesso meccanismo che riesco a spiegare con molta difficoltà ma che nella mia testa è molto chiaro, e che riguarda la lotta fra il bene e il male in tutte le scelte che una persona compie nella vita. Se io dico a me stesso che ciò che mi viene detto dagli altri non è la realtà mi sto dicendo che gli altri sono sbagliati e mi faccio vittima di questo sistema, mentre la realtà è semplicemente che quelle voci sono soltanto l'eco della mia voce interiore e che quindi io sono quello che non crede in sé, che si giudica un fallito, che non si sente adatto in nessuna circostanza, che non si sente capace. Quindi devo smettere di dirmi cose negative, perché io sono pieno d'amore e sono capace di vedere l'amore dappertutto intorno a me, amo le persone e adoro vederle felici, quindi generalmente mi impegno per creare un ambiente allegro, leggero e spensierato. Ho immaginazione e fantasia, sono intelligente e creativo, ed ho uno spiccato senso dell'umorismo. Riesco a provare empatia e quindi capisco e riesco ad aiutare le persone, ho affrontato e superato attaccamenti e paure che mi causavano sentimenti negativi e distruttivi come la gelosia e la possessione. No, non si tratta di esaltare il proprio ego a discapito di chi legge. E' più un'esortazione a manifestare ognuno il proprio potenziale, perché non è una gara a chi è migliore. Non esiste un migliore e non esiste un peggiore. Siamo tutti esseri meravigliosi  spesso incapaci di manifestare il proprio potenziale perché completamente immersi nella paura di essere diversi da tutti gli altri. E proprio in quella diversità sta tutta la nostra bellezza. Però bisogna dirselo tutti i giorni, fino a crederci davvero. 
Ci ho messo due ore per scrivere questa cosa, così adesso è notte fonda. Però ho capito la mia fragilità di oggi, il mio piangere provando tristezza e gioia allo stesso tempo. Nella accettazione della sofferenza è nascosta la capacità di vedere l'amore che ci circonda ed è presente ovunque, e proprio tale scoperta trasforma sentimenti negativi come la rabbia, il rancore, in sentimenti positivi di compassione e gratitudine. nel mio caso verso i colleghi di lavoro, di per sé ignari ed incolpevoli, ma nella mia realtà prima esseri spregevoli che mi trattano male e poi strumento fondamentale per trasformare l'energia "cattiva"  in energia "buona".

domenica 29 ottobre 2017

L'ora che non c'è

Questa notte ognuno ha un'ora che in realtà non esiste. Io ho deciso che la trascorrerò scrivendo, provando a sentirmi in un mondo parallelo nel quale la realtà è profondamente diversa da quella che conosciamo. Sempre che esista quella realtà, perché sono convinto che ognuno ne abbia una sua e sua soltanto. Ognuno la propria, ognuno un proprio mondo.
Ho cominciato un nuovo viaggio e lo scopo per cui l'ho intrapreso era una necessità economica. E' stato sufficiente scegliere il treno da prendere e una volta partito, il paesaggio che mi trovo di fronte è nuovo e ricco di spunti su cui riflettere. La prima cosa che ho scoperto è che mi ero fermato, e sono stato fermo un sacco di tempo. La seconda è che sto riscoprendo ciò che ero, ciò che sono davvero, e la realtà che viene fuori dopo ogni curva, dopo ogni salita, nasce dal desiderio di raggiungere i miei sogni. Mi sono lasciato fregare, mi sono lasciato trascinare in un mondo dove i sogni non servono a niente e conta soltanto la fatica e la sofferenza di riuscire a vivere attraverso un lavoro e dei soldi, necessari al punto tale da incatenarti e renderti schiavo per sempre. Così i miei sogni di giovane ragazzo amante della vita, della natura e delle persone sono stati lentamente sommersi dalle responsabilità e dalle preoccupazioni che questo mondo impone. Mi sono uniformato a quel che credevo essere la realtà di tutti, o quantomeno ci ho provato, senza mai riuscirci davvero. Ci ho provato, ho messo tutto me stesso, mi sono sforzato più di quanto potessi. E mi sono sentito incapace. Inutile. Sbagliato.
La caratteristica principale di questa realtà è che tutti corriamo e utilizziamo il tempo alla ricerca di qualcosa che non ci rende felici, non ci rende soddisfatti, non ci rende sereni, e siamo tutti più o meno consapevoli, ma incapaci di uscirne. Viviamo come un branco di lupi nel quale ognuno ha il suo ruolo ed è quanto basta per sopravvivere perché l'alternativa sarebbe sentirsi soli e un lupo solitario è destinato a soccombere. Viviamo comandati dalla paura, costretti a diffidare di tutti e a difendere le proprie cose come se fossero tesori preziosi. Abbiamo costruito armature mentali per difenderci ed armi mentali con le quali spariamo giudizi ed opinioni sugli altri. Siamo perennemente in guerra, e la guerra risiede dentro di noi, ma la preferiamo rispetto a trovare il coraggio di spegnere questo assurdo gioco eliminando la paura.
Facciamo un gioco nuovo dove ognuno ha la propria realtà, che costruisce andando dietro ai propri sogni credendo che potrà realizzarli, e concentriamoci sul costruire questa realtà piuttosto che provare a distruggere i sogni degli altri. Impariamo ad amarli i sogni degli altri, proprio perché non sono uguali ai nostri.
Adesso ho quasi 50 anni ed ho scoperto che i miei sogni sono quelli di 20 anni fa, che il mondo dove vorrei vivere è lo stesso che desideravo da giovane, e che l'unica cosa che posso fare è costruire quel mondo, giorno dopo giorno. Raccontandolo a chi mi sta accanto ed esortandolo a fare la stessa cosa. Adoro quando trovo persone coraggiose capaci di far emergere il proprio mondo. A volte è un abito, o un paio di scarpe, oppure un modo di ballare o un gesto insolito. A me arriva subito un'energia speciale, che mi fa "innamorare" subito di quella persona. E in genere quella particolarità viene presa di mira nel mondo di tutti, e il branco cerca di uniformare, oppure di isolare.
Ognuno di noi è branco, ognuno deve fare la sua parte se vuole che le cose cambino. Serve soltanto il coraggio di esporsi al giudizio delle persone, e questo nasce semplicemente seguendo i propri desideri e i propri sogni. Creando la propria realtà e cercando negli altri la bellezza dei loro mondi. Sappiamo tutti che la scelta del cammino da percorrere è fra due strade. Quella che porta luce, e quella che porta oscurità. E qualsiasi nostra azione rientra in uno dei due percorsi. Quindi la domanda da farsi è "facendo così da che parte vado?" e ripetersi questa domanda per ogni azione che facciamo ogni singolo giorno, ogni singola ora, ogni singolo momento. Nella realtà che viviamo partiamo da buio pesto, che contiene tanta paura e poco amore. Ma dentro ognuno di noi esiste una realtà diversa, e dentro quella realtà c'è una flebile lucina che prova a entrare nella fortezza che ci siamo costruiti per difesa. Ma non occorre far crollare tutto, basta aprire un varco e la luce sprigionerà con tutta la sua potenza.
Nell'universo non esistono muri né barriere, e c'è posto a sufficienza per metterci il proprio mondo, in armonia con tutti gli altri, con orbite, attrazioni e tutto il resto.
Ed'è una cosa bellissima!!
Questo il mio pensiero, scritto a un'ora che deve ancora arrivare, o che forse è già passata. Scritto nell'ora che non c'è!

sabato 28 ottobre 2017

...nel calduccio del letto...

- Ti amo, sei tutta la mia vita, senza di te non sono niente!
- Allora non mi ami!
- Certo che ti amo, perché mi dici così? Stringimi forte, ho bisogno di te.
- Non è amore questo! L'amore non chiede niente, non vuole niente, non è mai rivolto a sé stesso!! Tu non ami me, ami te stesso. E pretendi che io riesca a far esistere solo te. Mi chiedi cose che non sarò mai in grado di darti. E mi accusi di non amare.
- Sei cattivo! Perché mi fai male? Senza di te io non posso vivere!
- Lo vedi? Hai paura di restare solo, e invece di affrontarla la proietti su di me e mi affibbi questa responsabilità che non sarò mai in grado di sostenere. Come posso assicurarti che non ti lascerò mai? E' impossibile. Nella vita si nasce da soli e si muore da soli.
- Sei un essere spregevole, che non ha alcuna sensibilità verso la sofferenza altrui!
- Al contrario. Sono molto sensibile e veder soffrire qualcuno mi fa malissimo. Proprio perché desidero vederti felice ti dico queste cose. Io ti amo perché posso fare a meno di te. Io desidero il tuo bene e la tua felicità, indipendentemente dallo stare insieme a te. Sono felice se sei felice, e se sei felice senza di me io sono felice, perché ti amo. L'amore è ovunque, non ha bisogno di attaccamento, di possessione. Non sei mio, mai lo sarai, ma al tempo stesso sarai sempre dentro di me. Amore è dare all'altro ciò che si è, in totale sincerità. Amore è condividere sé stessi senza maschere e senza difese.
- Quindi per te è inutile stare insieme? Stare da solo o stare con me è la stessa cosa? Come può essere amore? A te non te ne frega nulla, di niente e di nessuno. Pensi solo a te stesso e ti impedisci di amare per non soffrire più, perché hai amato e sofferto in passato, e adesso hai messo un muro.
- Quindi se dici questo intendi che amare significa soffrire? Per me quello non è amore. Io la chiamo paura. Ma le mie paure sono mie soltanto, e se chiedo a te di prenderne cura sto soltanto limitando le tue libertà per alleviare le mie pene. Ti faccio un esempio. Se io temo che qualcuno possa portarti via da me e ti chiedo di limitare le tue conoscenze e di non provare niente per nessun altro che non sia me, ti sto chiedendo l'impossibile, e l'unica tua soluzione sarà nascondermi ciò che sei per non farmi stare male. Ma se sto male per una motivazione del genere la responsabilità è mia soltanto, quindi qualsiasi mia richiesta d'aiuto è puro egoismo, e non ha niente a che vedere con l'amore. Amore è capire che hai dei sentimenti , che esistono tanti bellissimi legami, che è possibile amare più di una persona. Quando ami qualcuno, sei sempre rivolto ad esso, e mai verso te stesso. Nel caso dell'esempio l'unica soluzione è non metterti limiti, affrontare la sofferenza con la consapevolezza che nasce da una mia paura e sconfiggere quella paura. Grazie a te! Il bello di avere persone accanto è che fin quando si mostrano come sono mi aiutano a vedere i miei limiti, le mie paure e le mie debolezze. Però devo essere sincero con me stesso, e completamente nudo ed indifeso.
- Sei un povero ingenuo. Le persone sono cattive e si prenderanno gioco di te se ti mostri così. Non si può essere troppo buoni e acconsentire tutto. Se qualcuno ti fa un torto ti devi incazzare, ti devi far valere, altrimenti ti schiacceranno.
- Io continuo a vedere paura, a sentire paura. L'amore non prevede guerra, non prevede difesa. E le persone non sono cattive. Semplicemente soffrono, perché hanno paura; ma invece di affrontarla la scaricano su altri, per non mostrarsi deboli, per non venire schiacciati. Le persone cercano continuamente l'amore della loro vita, ma lo cercano fuori, e invece dovrebbero guardarsi dentro perché è lì che risiede tutto l'amore di cui hanno bisogno. Dovremmo cominciare a guardare noi stessi, e a quel punto gli altri diverrebbero un aiuto prezioso per capire chi siamo. Però è più facile chiudersi nella propria fortezza, alzare gli scudi e cercare le debolezze degli altri per sentirsi più forti. Solo che non è amore.
- Allora tu sei per la coppia aperta? Ognuno è libero di andare con chi crede?
- Io parlavo d'amore. Il sesso è un'altra cosa, è un piacere della vita. Come il mangiare, come ballare. Solo che gli viene data troppa importanza, è sempre al primo posto. E' solo un altro scudo per non sentirsi indifesi. Se due persone si attraggono non significa che debbano finire a fare sesso. E invece è sempre così. Qualsiasi emozione o sensazione suscitata da qualcuno viene trasferita nella sfera sessuale. Non c'è niente di male, intendiamoci. Però non è amore. Anche la passione, che viene vista come una cosa fondamentale, non è amore, per niente. E' come drogarsi, è perdersi per allontanarsi da una realtà che ci fa paura. La paura di sentirsi soli. Così cerchiamo fuori, e ci attacchiamo a qualcuno, ci avvinghiamo, ci leghiamo più stretti possibili e poi lo chiamiamo amore. Ma amore è tutto il contrario. Amore è libertà, è gioia di vivere, è vedere bellezza in ogni cosa, in ogni persona. Amore è non avere paura di niente.
- Io non ti capisco. Abbracciami, ho freddo. Buonanotte. Ti amo!
- Buonanotte.

domenica 3 settembre 2017

Cogito ergo sum 2.0

Sono giorni strani questi, figli di un desiderio di cambiamento e di una necessità di una vita migliore che mi hanno fatto imboccare un sentiero nuovo ricco di letture, ricerche, riflessioni e stati d'animo contrastanti. Chi sono io? E voglio essere quello che sono o credo di essere qualcuno che non sono stato mai? Finora sono stato quello che gli altri dicevano che fossi, quello che vedevano guardandomi, e le mie azioni ed i miei pensieri prendevano vita da questa base. Io sono quello che faccio, e quello che faccio è quello che voglio fare. No, non è così. Però poco alla volta ho chiuso nei cassetti i miei sogni ed i miei desideri convincendomi di essere quello che dicono io sia. Dunque è colpa loro? Ma loro chi? Stop.
Mi sento una di quelle lavagne degli scienziati, quelle grandi come pareti, tutte piene di formule a noi incomprensibili. Cancelliamo tutto. Ripartiamo dai sogni, ripartiamo dai desideri. Riempiamo la lavagna di formule chiare, di concetti a noi chiari e limpidi, cambiamo le basi dalle quali far prendere vita le mie azioni ed i miei pensieri. Si riparte da me, da ciò che voglio essere davvero, da quello che desidero veramente. Bene, adesso come posso fare per realizzare il vero me? Non posso scappare da quel che sono ora, quindi si comincia da qui. Nessuno intorno a te crede che tu possa cambiare. Ma adesso ci credo io, e ci credo perché ho capito che non si tratta di cambiare, ma di essere quello che si sa di essere senza permettere a nessuno di metterlo in dubbio. La mia lavagna adesso è piena di formule incomprensibili agli altri, ma adesso sono lo scienziato che le ha scritte, e posso partire alla scoperta di un mondo sconosciuto ricco di tesori, di meraviglie, di grotte nascoste e di territori inesplorati. Quel mondo sono io, è tutto ciò che ho da offrire agli altri, ed è per questo che è importante che io lo esplori senza curarmi di chi crede di sapere o di chi preferisce non farmi partire. Questi sono tempi in cui c'è un disperato bisogno d'amore, e il più grande gesto d'amore che si possa fare è scoprire sé stessi per poi donare queste scoperte agli altri. Amore è dare, e non c'è niente di più prezioso che io possa dare di quello che sono veramente, di quello che fino ad ora non sono mai stato, di quello che gli altri neanche riescono ad immaginare di me.