domenica 4 febbraio 2018

"Selfie interiore"

Vi siete mai sentiti tanto sensibili da ritrovarvi a piangere per qualsiasi atto d'amore, anche il più banale, che vi capita di ammirare? Ho la casa piena di animali e i gesti d'amore sono all'ordine del giorno. Quindi piango, e cerco di capire perché io mi ritrovi in questo stato senza un motivo preciso. Qualcosa di anomalo mi è accaduto ieri. In serata dei colleghi di lavoro si trovavano per una cena alla quale all'inizio ero stato invitato, ma poi per non so quale motivo sono stato escluso. Non pensavo mi avesse dato fastidio, ma quando ho visto le foto a tavola pubblicate su Instagram il fastidio si è manifestato con prepotenza, lasciandomi un irritante senso di malessere che mi ha accompagnato per tutta la giornata. Ho analizzato questa mia reazione, così come ho sempre fatto nella mia vita con tutto quello che mi succede, e mi sono chiesto quale possa essere il motivo per il quale hanno preferito che io non ci fossi. Ho trovato anche delle possibili spiegazioni plausibili che giustificassero il loro comportamento, ma a differenza di come ho sempre fatto nella mia vita, stavolta non ho accettato nessuna di quelle spiegazioni, pensando che non sono io il problema, bensì loro. Intendiamoci, non dovevano necessariamente farmi essere lì, non è quello il punto interessante. Ciò che mi ha stupito è l'essermi dato valore, non mi era mai venuto di farlo. In questo periodo lavoro molto su di me, sulle mie convinzioni, e da quando  ho cominciato ho scoperto tanti aspetti che non avevo mai considerato e che mi portano a vedere tutto ciò che è intorno a me con occhi diversi. La mia vita passata, con le delusioni ed i fallimenti provati aveva relegato in un angolo la mia capacità di sognare ed intaccato molto la mia autostima, e questo contribuiva a creare un ambiente tendente a trascinarmi sempre più in basso. Quando ti senti un fallito anche gli altri ti giudicano come tale, si sentono in dovere di esporti i loro giudizi e di dirti quanto tu sia sbagliato. Ho vissuto anni pensando di non essere giusto, di non essere adatto, di non essere capace, e non ho mai capito che le voci che mi giungevano dall'esterno non erano che l'eco della mia voce interiore. Ecco, questo è il lavoro che devo fare; indurre la mia voce interiore a rammentarmi quanto di bello io faccia, quanto unico io sia, e di conseguenza di quanto io sia prezioso. Devo farla smettere di guardare il passato e cominciare a farle immaginare il futuro, devo ricordarle tutti i sogni che sono capace di fare, devo convincerla che qualsiasi cosa io abbia immaginato di poter fare, sono capace di farla. Ognuno ha un posto preciso nell'universo, ed esiste per poter realizzare ciò che desidera. E' quello lo scopo della sua esistenza perché è l'unica cosa su cui può lavorare. Io non avevo mai trovato il mio posto, intento come ero ad ascoltare quello che gli altri dicevano o pensavano di me. Così sono cresciuto adattandomi ad ogni situazione considerandomi l'ultima delle priorità, e questo mi ha fatto imparare a distaccarmi dai sentimenti negativi, a imparare a trasformarli in sentimenti positivi perché era l'unico modo per non ferire gli altri, sempre più importanti di me. Ho compreso finalmente dove sta l'errore in tutto questo complesso meccanismo che riesco a spiegare con molta difficoltà ma che nella mia testa è molto chiaro, e che riguarda la lotta fra il bene e il male in tutte le scelte che una persona compie nella vita. Se io dico a me stesso che ciò che mi viene detto dagli altri non è la realtà mi sto dicendo che gli altri sono sbagliati e mi faccio vittima di questo sistema, mentre la realtà è semplicemente che quelle voci sono soltanto l'eco della mia voce interiore e che quindi io sono quello che non crede in sé, che si giudica un fallito, che non si sente adatto in nessuna circostanza, che non si sente capace. Quindi devo smettere di dirmi cose negative, perché io sono pieno d'amore e sono capace di vedere l'amore dappertutto intorno a me, amo le persone e adoro vederle felici, quindi generalmente mi impegno per creare un ambiente allegro, leggero e spensierato. Ho immaginazione e fantasia, sono intelligente e creativo, ed ho uno spiccato senso dell'umorismo. Riesco a provare empatia e quindi capisco e riesco ad aiutare le persone, ho affrontato e superato attaccamenti e paure che mi causavano sentimenti negativi e distruttivi come la gelosia e la possessione. No, non si tratta di esaltare il proprio ego a discapito di chi legge. E' più un'esortazione a manifestare ognuno il proprio potenziale, perché non è una gara a chi è migliore. Non esiste un migliore e non esiste un peggiore. Siamo tutti esseri meravigliosi  spesso incapaci di manifestare il proprio potenziale perché completamente immersi nella paura di essere diversi da tutti gli altri. E proprio in quella diversità sta tutta la nostra bellezza. Però bisogna dirselo tutti i giorni, fino a crederci davvero. 
Ci ho messo due ore per scrivere questa cosa, così adesso è notte fonda. Però ho capito la mia fragilità di oggi, il mio piangere provando tristezza e gioia allo stesso tempo. Nella accettazione della sofferenza è nascosta la capacità di vedere l'amore che ci circonda ed è presente ovunque, e proprio tale scoperta trasforma sentimenti negativi come la rabbia, il rancore, in sentimenti positivi di compassione e gratitudine. nel mio caso verso i colleghi di lavoro, di per sé ignari ed incolpevoli, ma nella mia realtà prima esseri spregevoli che mi trattano male e poi strumento fondamentale per trasformare l'energia "cattiva"  in energia "buona".

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