domenica 29 ottobre 2017

L'ora che non c'è

Questa notte ognuno ha un'ora che in realtà non esiste. Io ho deciso che la trascorrerò scrivendo, provando a sentirmi in un mondo parallelo nel quale la realtà è profondamente diversa da quella che conosciamo. Sempre che esista quella realtà, perché sono convinto che ognuno ne abbia una sua e sua soltanto. Ognuno la propria, ognuno un proprio mondo.
Ho cominciato un nuovo viaggio e lo scopo per cui l'ho intrapreso era una necessità economica. E' stato sufficiente scegliere il treno da prendere e una volta partito, il paesaggio che mi trovo di fronte è nuovo e ricco di spunti su cui riflettere. La prima cosa che ho scoperto è che mi ero fermato, e sono stato fermo un sacco di tempo. La seconda è che sto riscoprendo ciò che ero, ciò che sono davvero, e la realtà che viene fuori dopo ogni curva, dopo ogni salita, nasce dal desiderio di raggiungere i miei sogni. Mi sono lasciato fregare, mi sono lasciato trascinare in un mondo dove i sogni non servono a niente e conta soltanto la fatica e la sofferenza di riuscire a vivere attraverso un lavoro e dei soldi, necessari al punto tale da incatenarti e renderti schiavo per sempre. Così i miei sogni di giovane ragazzo amante della vita, della natura e delle persone sono stati lentamente sommersi dalle responsabilità e dalle preoccupazioni che questo mondo impone. Mi sono uniformato a quel che credevo essere la realtà di tutti, o quantomeno ci ho provato, senza mai riuscirci davvero. Ci ho provato, ho messo tutto me stesso, mi sono sforzato più di quanto potessi. E mi sono sentito incapace. Inutile. Sbagliato.
La caratteristica principale di questa realtà è che tutti corriamo e utilizziamo il tempo alla ricerca di qualcosa che non ci rende felici, non ci rende soddisfatti, non ci rende sereni, e siamo tutti più o meno consapevoli, ma incapaci di uscirne. Viviamo come un branco di lupi nel quale ognuno ha il suo ruolo ed è quanto basta per sopravvivere perché l'alternativa sarebbe sentirsi soli e un lupo solitario è destinato a soccombere. Viviamo comandati dalla paura, costretti a diffidare di tutti e a difendere le proprie cose come se fossero tesori preziosi. Abbiamo costruito armature mentali per difenderci ed armi mentali con le quali spariamo giudizi ed opinioni sugli altri. Siamo perennemente in guerra, e la guerra risiede dentro di noi, ma la preferiamo rispetto a trovare il coraggio di spegnere questo assurdo gioco eliminando la paura.
Facciamo un gioco nuovo dove ognuno ha la propria realtà, che costruisce andando dietro ai propri sogni credendo che potrà realizzarli, e concentriamoci sul costruire questa realtà piuttosto che provare a distruggere i sogni degli altri. Impariamo ad amarli i sogni degli altri, proprio perché non sono uguali ai nostri.
Adesso ho quasi 50 anni ed ho scoperto che i miei sogni sono quelli di 20 anni fa, che il mondo dove vorrei vivere è lo stesso che desideravo da giovane, e che l'unica cosa che posso fare è costruire quel mondo, giorno dopo giorno. Raccontandolo a chi mi sta accanto ed esortandolo a fare la stessa cosa. Adoro quando trovo persone coraggiose capaci di far emergere il proprio mondo. A volte è un abito, o un paio di scarpe, oppure un modo di ballare o un gesto insolito. A me arriva subito un'energia speciale, che mi fa "innamorare" subito di quella persona. E in genere quella particolarità viene presa di mira nel mondo di tutti, e il branco cerca di uniformare, oppure di isolare.
Ognuno di noi è branco, ognuno deve fare la sua parte se vuole che le cose cambino. Serve soltanto il coraggio di esporsi al giudizio delle persone, e questo nasce semplicemente seguendo i propri desideri e i propri sogni. Creando la propria realtà e cercando negli altri la bellezza dei loro mondi. Sappiamo tutti che la scelta del cammino da percorrere è fra due strade. Quella che porta luce, e quella che porta oscurità. E qualsiasi nostra azione rientra in uno dei due percorsi. Quindi la domanda da farsi è "facendo così da che parte vado?" e ripetersi questa domanda per ogni azione che facciamo ogni singolo giorno, ogni singola ora, ogni singolo momento. Nella realtà che viviamo partiamo da buio pesto, che contiene tanta paura e poco amore. Ma dentro ognuno di noi esiste una realtà diversa, e dentro quella realtà c'è una flebile lucina che prova a entrare nella fortezza che ci siamo costruiti per difesa. Ma non occorre far crollare tutto, basta aprire un varco e la luce sprigionerà con tutta la sua potenza.
Nell'universo non esistono muri né barriere, e c'è posto a sufficienza per metterci il proprio mondo, in armonia con tutti gli altri, con orbite, attrazioni e tutto il resto.
Ed'è una cosa bellissima!!
Questo il mio pensiero, scritto a un'ora che deve ancora arrivare, o che forse è già passata. Scritto nell'ora che non c'è!

sabato 28 ottobre 2017

...nel calduccio del letto...

- Ti amo, sei tutta la mia vita, senza di te non sono niente!
- Allora non mi ami!
- Certo che ti amo, perché mi dici così? Stringimi forte, ho bisogno di te.
- Non è amore questo! L'amore non chiede niente, non vuole niente, non è mai rivolto a sé stesso!! Tu non ami me, ami te stesso. E pretendi che io riesca a far esistere solo te. Mi chiedi cose che non sarò mai in grado di darti. E mi accusi di non amare.
- Sei cattivo! Perché mi fai male? Senza di te io non posso vivere!
- Lo vedi? Hai paura di restare solo, e invece di affrontarla la proietti su di me e mi affibbi questa responsabilità che non sarò mai in grado di sostenere. Come posso assicurarti che non ti lascerò mai? E' impossibile. Nella vita si nasce da soli e si muore da soli.
- Sei un essere spregevole, che non ha alcuna sensibilità verso la sofferenza altrui!
- Al contrario. Sono molto sensibile e veder soffrire qualcuno mi fa malissimo. Proprio perché desidero vederti felice ti dico queste cose. Io ti amo perché posso fare a meno di te. Io desidero il tuo bene e la tua felicità, indipendentemente dallo stare insieme a te. Sono felice se sei felice, e se sei felice senza di me io sono felice, perché ti amo. L'amore è ovunque, non ha bisogno di attaccamento, di possessione. Non sei mio, mai lo sarai, ma al tempo stesso sarai sempre dentro di me. Amore è dare all'altro ciò che si è, in totale sincerità. Amore è condividere sé stessi senza maschere e senza difese.
- Quindi per te è inutile stare insieme? Stare da solo o stare con me è la stessa cosa? Come può essere amore? A te non te ne frega nulla, di niente e di nessuno. Pensi solo a te stesso e ti impedisci di amare per non soffrire più, perché hai amato e sofferto in passato, e adesso hai messo un muro.
- Quindi se dici questo intendi che amare significa soffrire? Per me quello non è amore. Io la chiamo paura. Ma le mie paure sono mie soltanto, e se chiedo a te di prenderne cura sto soltanto limitando le tue libertà per alleviare le mie pene. Ti faccio un esempio. Se io temo che qualcuno possa portarti via da me e ti chiedo di limitare le tue conoscenze e di non provare niente per nessun altro che non sia me, ti sto chiedendo l'impossibile, e l'unica tua soluzione sarà nascondermi ciò che sei per non farmi stare male. Ma se sto male per una motivazione del genere la responsabilità è mia soltanto, quindi qualsiasi mia richiesta d'aiuto è puro egoismo, e non ha niente a che vedere con l'amore. Amore è capire che hai dei sentimenti , che esistono tanti bellissimi legami, che è possibile amare più di una persona. Quando ami qualcuno, sei sempre rivolto ad esso, e mai verso te stesso. Nel caso dell'esempio l'unica soluzione è non metterti limiti, affrontare la sofferenza con la consapevolezza che nasce da una mia paura e sconfiggere quella paura. Grazie a te! Il bello di avere persone accanto è che fin quando si mostrano come sono mi aiutano a vedere i miei limiti, le mie paure e le mie debolezze. Però devo essere sincero con me stesso, e completamente nudo ed indifeso.
- Sei un povero ingenuo. Le persone sono cattive e si prenderanno gioco di te se ti mostri così. Non si può essere troppo buoni e acconsentire tutto. Se qualcuno ti fa un torto ti devi incazzare, ti devi far valere, altrimenti ti schiacceranno.
- Io continuo a vedere paura, a sentire paura. L'amore non prevede guerra, non prevede difesa. E le persone non sono cattive. Semplicemente soffrono, perché hanno paura; ma invece di affrontarla la scaricano su altri, per non mostrarsi deboli, per non venire schiacciati. Le persone cercano continuamente l'amore della loro vita, ma lo cercano fuori, e invece dovrebbero guardarsi dentro perché è lì che risiede tutto l'amore di cui hanno bisogno. Dovremmo cominciare a guardare noi stessi, e a quel punto gli altri diverrebbero un aiuto prezioso per capire chi siamo. Però è più facile chiudersi nella propria fortezza, alzare gli scudi e cercare le debolezze degli altri per sentirsi più forti. Solo che non è amore.
- Allora tu sei per la coppia aperta? Ognuno è libero di andare con chi crede?
- Io parlavo d'amore. Il sesso è un'altra cosa, è un piacere della vita. Come il mangiare, come ballare. Solo che gli viene data troppa importanza, è sempre al primo posto. E' solo un altro scudo per non sentirsi indifesi. Se due persone si attraggono non significa che debbano finire a fare sesso. E invece è sempre così. Qualsiasi emozione o sensazione suscitata da qualcuno viene trasferita nella sfera sessuale. Non c'è niente di male, intendiamoci. Però non è amore. Anche la passione, che viene vista come una cosa fondamentale, non è amore, per niente. E' come drogarsi, è perdersi per allontanarsi da una realtà che ci fa paura. La paura di sentirsi soli. Così cerchiamo fuori, e ci attacchiamo a qualcuno, ci avvinghiamo, ci leghiamo più stretti possibili e poi lo chiamiamo amore. Ma amore è tutto il contrario. Amore è libertà, è gioia di vivere, è vedere bellezza in ogni cosa, in ogni persona. Amore è non avere paura di niente.
- Io non ti capisco. Abbracciami, ho freddo. Buonanotte. Ti amo!
- Buonanotte.

domenica 3 settembre 2017

Cogito ergo sum 2.0

Sono giorni strani questi, figli di un desiderio di cambiamento e di una necessità di una vita migliore che mi hanno fatto imboccare un sentiero nuovo ricco di letture, ricerche, riflessioni e stati d'animo contrastanti. Chi sono io? E voglio essere quello che sono o credo di essere qualcuno che non sono stato mai? Finora sono stato quello che gli altri dicevano che fossi, quello che vedevano guardandomi, e le mie azioni ed i miei pensieri prendevano vita da questa base. Io sono quello che faccio, e quello che faccio è quello che voglio fare. No, non è così. Però poco alla volta ho chiuso nei cassetti i miei sogni ed i miei desideri convincendomi di essere quello che dicono io sia. Dunque è colpa loro? Ma loro chi? Stop.
Mi sento una di quelle lavagne degli scienziati, quelle grandi come pareti, tutte piene di formule a noi incomprensibili. Cancelliamo tutto. Ripartiamo dai sogni, ripartiamo dai desideri. Riempiamo la lavagna di formule chiare, di concetti a noi chiari e limpidi, cambiamo le basi dalle quali far prendere vita le mie azioni ed i miei pensieri. Si riparte da me, da ciò che voglio essere davvero, da quello che desidero veramente. Bene, adesso come posso fare per realizzare il vero me? Non posso scappare da quel che sono ora, quindi si comincia da qui. Nessuno intorno a te crede che tu possa cambiare. Ma adesso ci credo io, e ci credo perché ho capito che non si tratta di cambiare, ma di essere quello che si sa di essere senza permettere a nessuno di metterlo in dubbio. La mia lavagna adesso è piena di formule incomprensibili agli altri, ma adesso sono lo scienziato che le ha scritte, e posso partire alla scoperta di un mondo sconosciuto ricco di tesori, di meraviglie, di grotte nascoste e di territori inesplorati. Quel mondo sono io, è tutto ciò che ho da offrire agli altri, ed è per questo che è importante che io lo esplori senza curarmi di chi crede di sapere o di chi preferisce non farmi partire. Questi sono tempi in cui c'è un disperato bisogno d'amore, e il più grande gesto d'amore che si possa fare è scoprire sé stessi per poi donare queste scoperte agli altri. Amore è dare, e non c'è niente di più prezioso che io possa dare di quello che sono veramente, di quello che fino ad ora non sono mai stato, di quello che gli altri neanche riescono ad immaginare di me.

lunedì 22 maggio 2017

Sull'energia e sulla fede

Non ho mai avuto grande dimestichezza con la matematica, la fisica e le materie scientifiche in generale, non c'è mai stata sintonia, però mi rendo conto che è una grave mancanza e un grosso limite che mi impedisce la percezione totale di una visione che trovo utile ed affascinante per comprendere l'esistenza e che compenso con l'immaginazione e la fantasia. L'universo è energia che racchiude materia, antimateria, forze, campi magnetici e tutto quanto le materie scientifiche sono riuscite ad imprimere nella mia mente durante il periodo scolastico. L'essere umano in quanto parte dell'universo, è anche esso energia, e se ben ricordo l'energia non si distrugge ma si trasforma. Bene, quindi io sono energia, ed in quanto tale posso interagire con le energie che mi circondano, donandone se ne possiedo in quantità, o ricevendone se sono carente, oppure posso conservare la mia energia, così come disperderla. Come nei migliori videogiochi chi ha più energia ha più poteri, più forza e più resistenza per cui in questo particolare gioco che chiamiamo vita evidentemente uno degli scopi principali è trovare come riempirsi e capire come si disperde per evitare che avvenga. Un altro particolare molto importante è che l'energia può esser buona oppure cattiva, illuminare oppure oscurare, portare amore oppure paura.. Siccome la partita l'ho cominciata mi viene da chiedere come posso fare a caricarmi di energia buona, visto che la tendenza della società è di trasmettere energia cattiva. Paura e diffidenza la fanno da padroni e chiunque entri a far parte del gioco viene risucchiato nell'energia cattiva. Da dove attingere a quella buona dunque? Bisogna connettersi, ed ogni manifestazione che non sia l'essere umano è predisposto a rilasciare questo tipo di energia. Può essere un animale, un albero, un fiume, il vento, se sono capace di connettermi. Per riuscirci devo acquietare la mente, smettere di darle importanza, di darle ascolto, di credere che sia vero quello che dice. come quando si è in macchina con qualcuno e si fanno discorsi profondi e nel frattempo in sottofondo lo stereo continua a suonare la musica, che non interferisce nel dialogo. Ecco, lasciamo che i comandi della mente facciano da sottofondo mentre siamo impegnati ad essere in sintonia con l'universo che ci circonda. Questo è ciò che chiamiamo meditazione. Diciamo che la mente è il muro che impedisce il fluire dell'energia e che se le diamo ascolto costruiremo altri muri. La mente è fragile e vive nella costante paura di morire, per cui costruisce muro dopo muro in difesa della sopravvivenza, isolandoci completamente e consumando tutta l'energia buona che abbiamo.Via la paura!!! Spogliamoci di tutte le nostre armature, abbattiamo i muri che ci dividono e permettiamo all'energia di irradiarci!!!
I nostri pensieri, le nostre parole, le nostre azioni sono strumenti capaci di trasmettere energia buona oppure cattiva e trascorriamo gran parte della giornata trasformando la nostra energia buona in cattiva semplicemente per come ci relazioniamo gli uni con gli altri, e siccome la tendenza generale è verso l'energia negativa è molto più facile effettuare questa trasformazione piuttosto che quella contraria. Quindi dovremmo lavorare su questo processo, dovremmo prendere la nostra energia negativa e trasformarla in positiva. Non è difficile se si mette da parte l'ego e si vince la paura di essere sopraffatti. L'energia buona non prevede giudizi, non c'è nessuno più "qualcosa" di qualcun altro. In termini pratici se qualcuno cerca di prevalere su di me, invece di tirar fuori le mie armi di difesa e contrattaccare per farmi valere, dovrei disarmarmi completamente dinanzi a lui., e l'unico modo per riuscirci è non giudicare  le sue azioni ma percepire i sentimenti che lo portano a quelle azioni, perché se riesci a percepire la sofferenza altrui sviluppi compassione e questa crea empatia, la quale ti connette con la persona. A quel punto avverrà il miracolo e non sarà più lui a svuotarti di energia buona ma tu a riempirlo. Il grande problema sta nel credere che non dare ascolto al proprio ego sia benefico, perché l'ego quando viene attaccato si impaurisce, alza le difese, si fa diffidente  e si prepara al contrattacco. E' a questo punto che viene fuori la fede, che consiste nell'affidarsi ad altro piuttosto che all'ego, a non dare ascolto ai propri pensieri per seguire quella parte nascosta e sopraffatta dall'io che è in perfetta armonia con l'universo ed è capace di irradiare energia all'esterno. Proprio come il sole!
Siamo soli nell'universo!!!

venerdì 19 maggio 2017

Quanto sei uomo?

Tu non sei un vero uomo!!!
Quanto male mi ha fatto la prima volta che me lo sono sentito dire, e quanto mi è rimasta dentro questa frase, a insinuarmi dubbi e a dilaniarmi l'animo. Forse perché a pronunciarla era stata la persona che più amavo. Di certo se la sua intenzione era stata quella di ferirmi, beh, c'era riuscita in pieno. Sono trascorsi tanti anni da quella prima volta, e nei momenti difficili mi è sempre stata ripetuta, spesso associata all'accusa di irresponsabilità, scarsa maturità, scarsa autorità, ma queste dolorose accuse non le ho scacciate con orgoglio e rabbia. Mi sono messo in discussione guardandomi dentro per capire se fossero reali, se qualcosa in me non andasse come doveva. Non ho mai avuto grande autostima nei miei confronti fin da bambino, sovrastato dalla forte personalità di un fratello più grande del quale ho sempre vissuto all'ombra, e il sentirmi sbagliato ed inadatto è stata per molto tempo la mia condizione naturale, nella quale ho creato il mio habitat. Poi piano piano osservando in silenzio mi sono accorto che le persone forti intorno a me celavano la loro debolezza e la loro fragilità indossando la maschera dell'aggressività, della prepotenza e dell'arroganza. Dietro quella maschera erano persone deboli ed insicure, incapaci di accettare quella verità. E ho cominciato a sentirmi forte, perché ero in grado di riconoscere ed accettare le mie debolezze. Uno zero da sempre, che riesce ad apprezzare il valore di essere uno al contrario di colui che mostrandosi un dieci non accetta di vedersi uno. Ma il vero uomo è forte, difende il suo credo, le sue opinioni, ha bisogno di sentirsi superiore, usa la forza per dimostrare la propria superiorità, vuole conquistare, vuole possedere. Io non sono niente di tutto ciò, non ho mai messo le mani addosso a nessuno, preferivo perdere quando mio fratello mi sfidava perché era più semplice che vincere e dover litigare, mi sono sempre adattato alle scelte degli altri perché ero più interessato alla loro compagnia che al luogo in cui divertirsi. E non mi è mai piaciuto mostrarmi alle ragazze per conquistarle, non sono mai andato a puttane perché tanto ci avrei parlato invece di possederle. No, non sono un vero uomo! Allora cosa sono? Qual'è la mia collocazione? Perché sono così? Quanto dolore mi sono inferto per dare risposta a queste domande, per provare ad uniformarmi allo standard richiesto, e quante volte ho miseramente fallito pensando di essere uno scarto. Per fortuna ho spirito di ricerca e curiosità, così leggendo ed ampliando la mia visione sono arrivato ad avere una mia teoria. Ogni essere umano nasce dall'unione di un uomo e una donna e conserva in sé sia la parte maschile che quella femminile. Generalmente i maschi sono più maschi e le femmine più femmine, ma ci sono anche le femmine più maschio ed i maschi più femmina. In mezzo a questi estremi  tutte le possibili combinazioni fra i due generi. Io ho la parte femminile più sviluppata rispetto alla parte maschile, ed ho quindi più caratteristiche solitamente femminili piuttosto che maschili. A chi a questo punto si domanderà se sono gay posso rispondere che è libero di credere ciò che vuole. La domanda che pongo io è invece questa: C'è una parte più importante di un'altra per cui una persona è migliore oppure peggiore, giusta oppure sbagliata? E visto che qualcuno sicuramente avrà associato questa mia riflessione, vi sembra che abbia mai nominato la sessualità in questo mio post? Il concetto è semplice, verosimile, direi quasi scontato e banale ed accettarlo o meno dipende soltanto dall'apertura mentale di chi legge. Se questa teoria proiettata sul vostro essere vi crea fastidio, il mio consiglio è di leggere molto di più, e di ascoltare molto di più. La bellezza di questa scoperta ha spazzato via tutti i miei dubbi e le mie paure, così mi sono sentito giusto, poi raro, infine prezioso, ed ho iniziato a riconoscere negli altri questi stessi doni. Se alziamo gli occhi al cielo in una notte d'estate miliardi di stelle riempiono la nostra vista, e più o meno sembrano tutte uguali. Se approfondiamo la nostra visione scopriamo che in realtà sono tutte diverse, ma non ho mai sentito dire da nessuno di una stella più brutta o sbagliata. Impariamo a guardarci per ciò che siamo. Ogni essere umano è un universo unico, proprio come ciò che è fuori di noi. Ed è di una bellezza indescrivibile proprio perché possiede caratteristiche uniche, che nessun altro ha. Io credo che invece di uniformarci l'un con l'altro, al solo scopo di nascondersi per paura di esser giudicati, dovremmo esprimere la propria unicità in ogni gesto e in ogni azione. Quando trovo qualcuno che ha il coraggio di essere ciò che è e lo esprime, che sia per come si veste, per come gesticola, per come balla, per come si muove, vengo immediatamente irradiato dalla sua energia, così mi sento immediatamente attratto, come se avesse una forza gravitazionale. La possediamo tutti, ma la paura ci impedisce di poterne usufruire. L'universo è in costante movimento e gli esseri umani sono fermi, paralizzati ed incapaci di essere quel che sono. Smettiamola di usare la mente per giudicare, attaccare, difenderci, aggredire, sovrastare, soggiogare. Usiamola per fare la funzione per cui è preposta, così come usiamo i polmoni per respirare o la lingua per sentire i sapori. Per rapportarci con noi stessi con gli altri e con l'universo intero impariamo ad usare le percezioni, lasciando che si trasformino in sensazioni, senza che la mente debba analizzare e catalogare. Scritti più importanti ed autorevoli di questo dicono che l'essenziale è invisibile agli occhi. La bellezza e la magia della vita sono presenti ovunque se si è capaci di lasciarsi travolgere. E gli esseri umani sono un vero spettacolo. Quando decidono di tirar su il sipario.