sabato 10 luglio 2010
Un sogno
In questi giorni vivo in una sorta di autoanalisi continua, e mi rendo conto di trascorrere gran parte del mio tempo con un profondo senso di colpa. Faccio una fatica tremenda a non lasciarmi influenzare dal giudizio della gente e ultimamente mi accorgo di aver provato troppo ad accondiscendere le aspettative degli altri senza curarmi di come in realtà io sia. La verità è che non riesco a trovarmi bene in questo tipo di società nella quale il primo dei valori è il denaro e i più furbi sono le persone migliori. Io non sono così, non ce la faccio, non riesco ad integrarmi neppure al più basso dei livelli sociali per quanto mi sia sforzato di riuscirci. Così vago, accompagnato dalla mia famiglia senza inserirmi in nessuno dei clichè di questa società, continuamente alle prese con problemi economici e con una gran voglia dentro di cambiare aria, di cambiare paese, alla ricerca di un luogo in cui sentirmi più a mio agio. Cerco soltanto di scappare dalle mie responsabilità, dai miei doveri?Forse sì, ma nessuno oltre me sa cosa sento dentro, nessuno conosce quale possa essere la mia "missione" in questa vita terrena, e nessuno può essere in grado di giudicare. Io credo che già decidere di vivere senza metere il denaro al primo posto sia una scelta coraggiosa niente affatto facile da seguire. Il punto è che dentro sono rimasto quello di vent'anni fa, desideroso di cambiare il mondo e renderlo migliore per i miei figli. E questi venti anni trascorsi combattendo mille difficoltà, affrontando molte, troppe sconfitte e delusioni, e pochissime soddisfazioni mi hanno rafforzato nella determinazione di provarci ugualmente, perchè ritengo sia giusto così, a costo di sacrifici e preoccupazioni che in molti fanno fatica a comprendere e accettare. E mia moglie continua ad essere al mio fianco, nonostante sia difficile vivere così, nonostante i giudizi degli altri. Quante volte siamo stati sul punto di mollare, quante lacrime versate, quante notti non dormite. E dopo ogni caduta ci siamo aiutati a rialzarci, ripartendo con lo stesso obbiettivo. Tanto abbiamo girato a vuoto, incapaci di capire da che parte andare ma siamo ancora qua, insieme, e una volta ancora abbiamo una rotta da seguire. Il viaggio durerà tutta la vita e nessuno potrà dire cosa accadrà in futuro, ma io mi sento orgoglioso di aver rincorso un ideale, di averci sempre provato a cambiare questo modo di vivere, e magari sarò anche riuscito a trasmettere questo desiderio ai miei figli, e se non ce l'avrò fatta io loro almeno magari potranno farcela ad avere un mondo migliore, più giusto, più in armonia con l'universo. Ognuno rincorre i propri sogni di bambino, il mio era questo.
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