domenica 12 dicembre 2010
Amen
Capita di scoprire che le persone che ti hanno accompagnato per 15 anni non siano in realtà quello che credevi che fossero. Che quelli che credevi i loro ideali sono stati spazzati via da qualche centimetro di ciccia da sentirsi dentro, con il quale costruire sogni destinati a crollare portandosi dietro tutto ciò che faticosamente aveva resistito. E quell'orgoglio di cui andavi fiero diventa delusione, rabbia. Rifletti sui propri errori, cerchi di trovare un qualcosa che sia rimasto in piedi in mezzo alle macerie, ma ti accorgi che non puoi salvare nulla; la persona che hai avuto accanto per così tanto tempo in realtà non vale nulla, e anche in passato è sempre valsa poco. Quanto dolore nel cuore, sapendo che è la madre dei miei figli e sempre lo sarà. Poveri ragazzi, per loro avrei voluto il meglio, e invece guarda chi gli va a capitare. Acqua passata, il tempo lenirà la delusione e darà le sue sentenze, adesso è il momnto di ripartire, ritrovare la forza e il coraggio per ricostruire fondamenta solide su cui poggiare una famiglia di cui andare fiero e orgoglioso. I miei figli sono con me, hanno scelto me, e questo mi rende felice. Io maltrattato ed accusato di non essere presente, di non avere a cuore le sorti della famiglia, di non essere responsabile, di non essere maturo. Hanno scelto me, sapendo che sarebbe stato peggio per loro, che sarebbe stato più complicato. Grazie ragazzi miei. E un mezzo saluto a te, cara la mia falsa e ingannevole metà, costretta a far la mamma a ore e a desiderare un futuro impossibile da realizzare. Sogna pure adesso, tu che accusavi me di essere sognatore. Abituati a fare la single in carriera che prova a fare il genitore a telefono per tutta la settimana. E dai la colpa al mondo per una vita che ti sei costruita con le tue mani (non solo le mani a dire il vero), come hai sempre fatto in passato. Ti rimane l'orgoglio e la considerazione di te, più la possibilità di incontrare gente nuova a cui far credere che tu sia quella che in realtà non sei e non sarai mai. Perchè tutti quelli che imparano a conoscerti piano piano si allontanano da te. Forse un giorno riusciremo anche ad essere amici, come dici di volere ma in realtà non hai mai neanche provato a fare. Sei destinata ad esserci sempre meno, ad esser sempre meno importante, perchè una mamma non si comporta come ti sei comportata tu, e questi errori si pagano. Purtroppo. La cosa peggiore è che non sarai tu l'unica a pagare la scelleratezza del tuo comportamento, perchè i tuoi figli li hai feriti e continui a farlo, nonostante tu creda di poter risanare il rapporto. Mi sa che non ti rendi conto di ciò che hai combinato. Ti auguro di restare a lungo in quel limbo ovattato che ti sei creata e che ti impedisce di sentire il dolore che inevitabilmente un giorno arriverà. E non potrai dire che non l'avevo detto, che non ci avevo provato ad avvertirti. Secondo me hai scelto la strada giusta per te. Perchè in realtà non ti interessa così tanto fare la mamma, perchè in realtà non li hai tu quei valori che riguardano famiglia, amore, amicizia. La vita giusta per te è quella della mantenuta, marito ricco che lavora, donna delle pulizie che fa le faccende, tata che si occupa dei figli, amanti a giro per quando vuoi scopare e shopping. Hai sbagliato uomo. Hai sbagliato vita.
sabato 10 luglio 2010
Un sogno
In questi giorni vivo in una sorta di autoanalisi continua, e mi rendo conto di trascorrere gran parte del mio tempo con un profondo senso di colpa. Faccio una fatica tremenda a non lasciarmi influenzare dal giudizio della gente e ultimamente mi accorgo di aver provato troppo ad accondiscendere le aspettative degli altri senza curarmi di come in realtà io sia. La verità è che non riesco a trovarmi bene in questo tipo di società nella quale il primo dei valori è il denaro e i più furbi sono le persone migliori. Io non sono così, non ce la faccio, non riesco ad integrarmi neppure al più basso dei livelli sociali per quanto mi sia sforzato di riuscirci. Così vago, accompagnato dalla mia famiglia senza inserirmi in nessuno dei clichè di questa società, continuamente alle prese con problemi economici e con una gran voglia dentro di cambiare aria, di cambiare paese, alla ricerca di un luogo in cui sentirmi più a mio agio. Cerco soltanto di scappare dalle mie responsabilità, dai miei doveri?Forse sì, ma nessuno oltre me sa cosa sento dentro, nessuno conosce quale possa essere la mia "missione" in questa vita terrena, e nessuno può essere in grado di giudicare. Io credo che già decidere di vivere senza metere il denaro al primo posto sia una scelta coraggiosa niente affatto facile da seguire. Il punto è che dentro sono rimasto quello di vent'anni fa, desideroso di cambiare il mondo e renderlo migliore per i miei figli. E questi venti anni trascorsi combattendo mille difficoltà, affrontando molte, troppe sconfitte e delusioni, e pochissime soddisfazioni mi hanno rafforzato nella determinazione di provarci ugualmente, perchè ritengo sia giusto così, a costo di sacrifici e preoccupazioni che in molti fanno fatica a comprendere e accettare. E mia moglie continua ad essere al mio fianco, nonostante sia difficile vivere così, nonostante i giudizi degli altri. Quante volte siamo stati sul punto di mollare, quante lacrime versate, quante notti non dormite. E dopo ogni caduta ci siamo aiutati a rialzarci, ripartendo con lo stesso obbiettivo. Tanto abbiamo girato a vuoto, incapaci di capire da che parte andare ma siamo ancora qua, insieme, e una volta ancora abbiamo una rotta da seguire. Il viaggio durerà tutta la vita e nessuno potrà dire cosa accadrà in futuro, ma io mi sento orgoglioso di aver rincorso un ideale, di averci sempre provato a cambiare questo modo di vivere, e magari sarò anche riuscito a trasmettere questo desiderio ai miei figli, e se non ce l'avrò fatta io loro almeno magari potranno farcela ad avere un mondo migliore, più giusto, più in armonia con l'universo. Ognuno rincorre i propri sogni di bambino, il mio era questo.
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